Hatha Yoga (Akhanda) e Metodi Integrati / Avanzato

 

«Praticare con una totale concentrazione sul corpo è yoga avanzato,

non importa quanto le posizioni siano semplici;

praticare con una concentrazione che si disperde, è la pratica di un principiante,

non importa quanto le posizioni sia complesse».

 H. D. Coulter, Anatomy of Hatha Yoga

Le posizioni di base dell’hatha si riducono sostanzialmente a sei movimenti, ognuno con i suoi specifici benefici:

  • piegamento in avanti (calmante)

  • piegamento indietro (stimolante)

  • piegamento laterale (riequilibrante)
  • torsione (disintossicante)
  • equilibrio (radicante)

Per massimizzare i benefici dell’hatha, ed aumentarne l’efficacia, gli yogi antichi hanno combinato due o più posture di base, creando in tal modo posizioni biomeccanicamente complesse, che richiedono simultaneamente forza e flessibilità, elevate capacità propriocettive, completa concentrazione su corpo e respiro, conoscenza della forza di gravità, e degli altri principi cosmologici che operano durante lo yogasana.

Una pratica avanzata di hatha è dunque sia

  1. una meditazione dinamica, in cui la mente, incantata dalla respirazione ujjai, raggiunge l’autoassorbimento, ascoltando il respiro vittorioso che scandisce il succedersi delle posizioni;

  2. sia una danza cosmologica, in cui lo yogi o la yogini celebra liturgicamente nel suo corpo il mondo naturale, con le sue leggi fisiche e le specie che lo abitano, fino ad abbracciarlo e poi trascenderlo.

Nella prima parte della lezione si pratica un gruppo di posture avanzate, per studiarne in vivo gli aspetti biomeccanici, insieme ai benefici fisici che garantiscono, e alle eventuali controindicazioni, senza trascurare l’impatto che le posizione hanno sulle correnti praniche che attraversano il corpo, determinandone l’assetto bioenergetico. Secondo una tradizione indiana, l’hatha è infatti la pratica yogica che Shiva inventa per mantenere in equilibrio l’energia maschile (ha) con quella femminile (tha) – rappresentati rispettivamente dal solare e dal lunare —, e bilanciare in generale le dualità in cui l’uomo si dibatte: emisfero destro e sinistro, sistema nervoso ortosimpatico e parasimpatico, sistole e diastole, inspiro ed espiro, stimolazione e rilassamento.

Nella seconda parte della lezione, le asana studiate vengono praticate dinamicamente all’interno di una sequenza in cui il praticante può esperire la pratica hatha come meditazione dinamica nell’autoassorbimento della mente sul respiro, e danza cosmologica, in cui si celebra nel corpo il Mondo naturale.

Federico Tedesco

Federico Tedesco ha studiato Hatha Yoga in India con Yogrishi Vishvketu, all’Anand Prakash Ashram di Rishikesh, alle pendici dell’Himalaya, certificandosi come insegnante di Akhanda Yoga. Ha approfondito la conoscenza dell’Hatha allo Yoga Training Centre di Varanasi, studiando con Sunil Kumar lo stile iyengariano e lo yoga integrato, e con Sharad Bastakoti l’Asthanga.
Si è certificato come insegnante di Ayurveda Yoga Terapia con il medico indiano Rajesh Shrivastava, con il quale si è anche abilitato al massaggio Abhyanga.
Dottore di ricerca in filosofia, insegna il corso di filosofia del corpo e dell’affettività all’Istituto Veritatis Splendor di Bologna. Ha pubblicato diversi saggi in volume, tra cui The Body’s Justice e Homo sapiens hylemorphicus.